Mani fredde e fatica muscolare

Recenti studi hanno dimostrato l’aiuto ergogenico del freddo sulla forza e la resistenza durante uno sforzo muscolare intenso

Temperatura e fatica

Parliamo dell’impatto della temperatura del palmo delle mani nella percezione della fatica muscolare

L’interesse della crioterapia verso il recupero muscolare e i processi anti-infiammatori negli sportivi è oramai riconosciuto, recenti studi hanno dimostrato l’aiuto ergogenico del freddo sulla forza e la resistenza durante uno sforzo muscolare intenso.

Sembrerebbe, perciò, che l’applicazione di freddo in zone prossime ai muscoli impegnati nell’attività possa migliorare la loro attività neurale. Gli effetti del calore sulla performance di forza e resistenza non sono, però, ancora chiari, i differenti studi realizzati avendo utilizzato protocolli differenti non consentono di ottenere dei risultati comuni. Sono inoltre sconosciute le differenze legate al genere dei soggetti, alcuni studi mostrano come le donne possiedano una resistenza maggiore alla fatica ma anche una maggiore sensibilità al dolore e ai cambiamenti della temperatura. Non sono stati realizzati studi che mostrino se le donne reagiscano meglio o meno degli uomini a modificazioni della temperatura, e quale sia l’effetto sulla fatica muscolare di una esposizione locale al caldo e al freddo.

Temperatura e fatica

Studio sulla crioterapia

Una squadra di ricercatori americani e australiani ha studiato l’effetto del riscaldamento e del raffreddamento del palmo delle mani durante l’esecuzione di serie di ripetizioni all’esaurimento di panca piana, in un gruppo di donne che effettuava con regolarità allenamenti in sala pesi. Il principale obiettivo dello studio era capire se l’applicazione termica periferica possa permettere di diminuire la percezione della fatica muscolare. Inoltre si volevano confrontare i risultati del presente studio con quelli ottenuti in un altro, identico, realizzato su degli uomini.

Il campione era costituito da 8 donne e lo studio si divideva in 4 giornate separate le une dalle altre da almeno 3 giorni. Durante il primo giorno era seguito il seguente iter: test del massimale in panca piana, 5 minuti di riposo e successivamente serie all’esaurimento con un carico pari all’85% 1RM. Nelle 3 giornate successive, il campione ha realizzato nuovamente il protocollo di valutazione del massimale seguito da 4 serie all’esaurimento all’85% di 1 RM. In ognuna delle 3 giornate venivano testate condizioni differenti, grazie all’uso di un apparecchio ermetico, nelle quali i soggetti inserivano le mani dopo l’esecuzione della prima serie all’esaurimento, al fine di regolare la temperatura trasmessa alle mani.

Le tre condizioni testate sono le seguenti:

  • caldo: palmi delle mani esposti ad una temperatura di 45°C.
  • freddo: palmi delle mani esposti ad una temperatura di 10°C
  • normale: palmi delle mani esposti alla temperatura ambientale.

Al termine di ogni serie all’esaurimento, durante i 3 minuti di riposo le donne inserivano per un periodo di 2’e 30” nell’apparecchio ermetico.

Risultati e analisi

I risultati dello studio dimostrano che il raffreddamento e il riscaldamento del palmo delle mani, in un gruppo di donne, ha un impatto sulla fatica che esse percepiscono durante l’esecuzione di serie di panca piana all’esaurimento. Infatti, dopo l’esposizione al caldo e al freddo, i ricercatori hanno osservato un significativo aumento del numero di ripetizioni eseguite, pari al +14% nella condizione “caldo” e +17% nella condizione “freddo”, rispetto alla temperatura “normale”.

I ricercatori sostengono l’ipotesi che l’effetto ergogenico sia legato alla teoria del “comando centrale” proposta dal professor Tim Noakes. Secondo tale teoria, la fatica sarebbe una sensazione controllata da questo comando al fine di proteggere l’organismo e permettergli di avere le possibilità meccaniche ed energetiche di continuare lo sforzo. Perciò è possibile che le modificazione termiche periferiche durante le serie siano percepite dal “comando centrale”, che limiterebbe la percezione dello sforzo limitando l’inibizione delle unità motorie e permettendo di realizzare un maggior numero di ripetizioni rispetto alla condizione normale.

I risultati ottenuti nel presente studio sono in linea con quanto riscontrato nello studio effettuato in un gruppo di uomini, con però una grossa differenza. Il volume totale di ripetizioni nel precedente studio era aumentato del 30% dopo l’applicazione del freddo ma nessun miglioramento era stato osservato dopo l’applicazione del calore. L’ipotesi, che potrebbe spiegare questa grossa differenza, è che nelle donne la percezione del dolore, del calore e della fatica sia differente.

Esse sarebbero più sensibili poiché la loro pelle possiede una maggiore densità di fibre nervose e di recettori per il calore. Dunque, in base alla teoria del “Gate Control”, è possibile che i recettori per il calore possano inibire le informazioni di dolore legati alla fatica; dal momento che inviando informazioni di temperatura le informazioni legate al dolore vengono ritardate.

Studio sulla crioterapia

Applicazioni pratiche

Questo studio dimostra che gli stimoli termici applicati a livello del palmo delle mani sono sufficienti per ritardare la comparsa e l’effetto della fatica durante sforzi muscolari ripetuti.

Questo protocollo può avere un’interessante applicazione nel caso di atleti che ricerchino un aumento della loro resistenza o nel caso di pazienti la cui tolleranza all’esercizio è limitata a causa del loro stato di salute, dal momento che il riscaldamento o il raffreddamento del palmo delle loro mani consente di diminuire il livello di fatica consentendo un guadagno sia in forza che in massa muscolare.

Occorre però sottolineare che questo tipo di protocollo può essere difficilmente applicato a sportivi amatoriali o a strutture di medio livello a causa dell’elevato costo dell’apparecchio utilizzato. Resta, dunque, da capire se alternative più economiche possano essere altrettanto efficaci e accessibili economicamente. Ma è soprattutto necessario comprendere quali siano i guadagni derivanti da un ciclo di allenamento di 6-8 settimane con l’utilizzo del caldo o del freddo.

Stimoli termici applicati a livello del palmo

Riferimenti

  • Kwon YS, Robergs RA, Mermier CA, Schneider SM and Gurney AB. Palm cooling and heating delays fatigue during resistance exercise in women. J Strength Cond Res DOI: 10.1519/JSC.0b013e31829cef4e
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