Social e realtà: le storie siamo noi

siamo bombardati da modelli irragiungibili, come possiamo difenderci

Selfie generation

Voglio cominciare questa guida con una frase pronunciata dal presidente di commissione il giorno della mia laurea: “je selfie donc je suis”, che riprende la più celebre “je pense donc je suis”( -> tradotto letteralmente: se faccio un selfie allora esisto/ se penso allora esisto).

Il concetto in questione è stato ripreso da un libro recentemente pubblicato che guarda caso si focalizza sull’uso dell’immagine e sulla sua diffusione sui social. Siamo arrivati a tal punto che le immagini, dei selfie ad esempio, prendono il posto delle parole per determinare chi siamo. L’immagine che diamo di noi sui social ci influenza. Ogni scatto visto su Instagram ha un peso importante sulla nostra mente.

Siamo arrivati al punto che facciamo fatica a distinguere tra realtà e finzione. Io vorrei affermare che le storie siamo noi!

Selfie generation

Social e modelli

Tutti sappiamo che i social hanno una forza comunicativa enorme. Il problema è che spesso veicolano modelli sbagliati e influenzano la vita di chi sta dietro lo schermo.

Io per prima ne sono innamorata e forse anche un po’ drogata. Puoi andare alla ricerca di persone con i tuoi stessi interessi, sentirti parte di una community, trovare e dare supporto.

Purtroppo puoi anche ritrovarti un circolo vizioso, magari seguendo influencer con grande popolarità, che che propongono un’immagine di sè sempre perfetta e patinata. Quel corpo così magro e definito diventa anche il tuo obiettivo, magari una piccola ossessione.

Ed è in questo momento che deve ritornare il “je pense” ( io penso con la mia testa). Dietro ad una foto ci sono molte variabili: pose, luci, outfit scelti ad hoc, ma anche storie e vissuti non sempre felici.

Troppe volte mi è capitato di ricevere messaggi come “ma tu quanta pasta mangi?” e ad una risposta cortese del tipo “ognuno ha delle quote personali da raggiungere” la risposta è stata “no ma me lo devi dire perché devo fare un paragone”. Oppure “ma tu come hai ottenuto quel fisico?” Questo è quanto di più sbagliato si possa fare: ricordate ognuno ha il suo percorso, ognuno ha la sua storia!

Scelte social

Quando trascorriamo ore sui social, parte di quelle informazioni finiscono per plasmare la nostra vita. I profili che seguiamo diventano i nostri riferimenti: come devo essere fisicamente, cosa devo indossare, cosa mi deve piacere.

Non dimentichiamo mai, che molte delle foto che compaiono sono state modificate e create ad arte. Non sono reali, noi lo siamo.

Con questo ovviamente non voglio distogliervi dal fare foto ai vostri pancake o ai vostri progressi (cosa che amo fare anch’io!) ma incitarvi a saper scegliere, a non essere passivi.

Solo noi possiamo scrivere la nostra storia, ed giusto farlo in piena autonomia, dimenticandosi le stories vere o presunte tali degli altri.

Scelte social