Pesce e salute

il pesce è davvero un alimento sano? scopriamolo insieme in questa guida.

Il pesce fa davvero bene alla salute?

Il pesce è una delle principali fonti di metalli pesanti e di altre sostanze tossiche disperse nell’ecosistema a causa dell’inquinamento. Secondo diversi studi, le maggiori concentrazioni di arsenico si trovano nel pollame, di piombo nei latticini, di mercurio e para-diclorodifeniltricloroetano (ddt) nel pesce. Questo perché, negli ultimi decenni, gli oceani sono diventati cloache a cielo aperto: tutte le sostanze chimiche e di rifiuto prima o poi fluiscono nelle acque.

Nel mondo del fitness il consumo di pesce viene consigliato in quanto fonte eccellente di proteine e “grassi buoni”, i cosiddetti Omega-3, che fanno bene per il cuore, per i capelli, etc. Questa tuttavia è ancora una volta una visione troppo riduzionista in materia di nutrizione perché ci si concentra solo su alcuni nutrienti e se ne ignorano completamente altri, vedi le sostanze tossiche contenute nel pesce. E in aggiunta, le proteine e i grassi omega-3 non si trovano solo nel pesce, molluschi e frutti di mare.

Il pesce fa davvero bene alla salute

Gli acidi grassi omega 3

Gli acidi omega-3 ed omega-6 sono chiamati essenziali perché il nostro organismo non li produce e dobbiamo quindi introdurli con la dieta. Tutti questi acidi grassi essenziali sono di origine vegetale e hanno importanti funzioni, come la formazione e preservazione delle membrane cellulari e la sintesi degli ormoni.

Ci son 3 tipi di Omega 3:

  • ALA – Acido Alfa Linoleico che si trova in diversi alimenti fra cui semi di lino, noci, semi di zucca, soia, etc..
  • EPA – Acido Eicosapentaenoico che si trova soprattutto nel pesce
  • DHA – Acido Docosaesaenoico che si trova nel pesce e nelle alghe

Il nostro corpo è capace di convertire l’ALA in EPA e DHA. Più precisamente, l’ALA è convertito facilmente in EPA ma sono necessarie grandi quantità di ALA per produrre quantità ottimali di DHA. Per questo motivo i vegani tendono ad avere bassi livelli di omega-3 nel sangue ed in alcuni casi (i vegani più anziani) livelli di DHA pari a zero.

Gli acidi grassi omega 3

Esistono dunque due opzioni pratiche per i vegani:

  • Integrare con 300mg di DHA al giorno
  • Includere 0.5 g di ALA nella dieta assumendoli da alimenti crudi come semi di lino o noci
Acido omega 3 dha nel sistema nervoso

L’acido omega-3 DHA è particolarmente concentrato nel sistema nervoso, portandoci a credere che il pesce e l’olio di pesce migliorino la nostra salute cerebrale e ci proteggano dalle malattie di questo delicato sistema.

Tuttavia non ci sono evidenze scientifiche dimostranti che demenza o altre condizioni mentali patologiche siano diffuse nelle popolazioni che assumono tutti i loro omega-3 dalle piante e hanno bassa assunzione di EPA e DHA dal pesce od integratori. Al contrario, le ultime evidenze hanno dimostrato che chi consuma molto pesce ha le stesse probabilità di sviluppare demenza e Alzheimer di quelli che non mangiano pesce.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) consiglia di consumare pesce per il suo alto contenuto di omega-3 e per la protezione dell’apparato cardiovascolare. Tuttavia l’organizzazione stessa mette in guardia circa i rischi associati all’ingestione di metilmercurio e altre sostanze presenti nel pesce contaminato.

Questo tipo di raccomandazioni sono in antitesi: per proteggere il cuore dobbiamo consumare metalli pesanti altamente dannosi per il cervello ed associati al rischio di cancro. Mentre non c’è alcun rischio ad evitare le fonti di omega-3 dal pesce, c’è sicuramente un pericolo reale nel consumare pesce e olio di pesce.

L omega 3 protegge l apparato cardiovascolare

Falsi miti sul pesce

Il consumo di pesce ed olio di pesce espone, sul lungo termine, all’intossicazione da mercurio, un elemento naturale ed un agente inquinante, derivante da diversi processi manifatturieri. Il mercurio come sostanza tossica si deposita nel grasso del pesce da cui viene estratto l’olio ricco di omega-3. Quando il mercurio è scaricato nei fiumi e negli oceani si converte in metilmercurio, fortemente tossico. Questo diventa sempre più concentrato mano a mano che saliamo nella catena alimentare dei mari, i pesci più grandi tendono ad avere più alte concentrazioni di metilmercurio. Questi sono anche i pesci con le più alte concentrazioni di EPA e DHA. In poche parole, i pesci con la più alta concentrazione di acidi grassi omega-3 sono anche quelli che contengono più mercurio.

L’unico esempio di intossicazione da mercurio sembra derivante solo dal consumo di pesce e crostacei contaminati. Un’esposizione protratta nel tempo al mercurio provoca danni al cuore, reni, sistema immunitario e nervoso. Nel cervello la presenza di mercurio provoca disfunzioni motorie, perdita di memoria e stati depressivi. Quindi, anche consumando pesce ed olio di pesce per ridurre malattie del sistema nervoso, in realtà i danni causati dalle concentrazioni di mercurio annullano se non peggiorano la situazione. Inoltre i pesci e l’olio di pesce contengono tossine che favoriscono l’insorgenza di tumori e provocano effetti negativi sul sistema riproduttivo.

Falsi miti sul pesce

Poiché l’olio di pesce è ricco di omega-3 dalle proprietà fluidificanti per il sangue, l’opinione pubblica, sollecitata e condizionata dai media, ha creduto che l’olio di pesce potesse proteggere da malattie cardiovascolari. Difatti, se gli omega-3 dell’olio di pesce fluidificano il sangue, sarà meno frequente la formazione di coaguli e placche che provocano gli infarti.

In realtà il mercurio, che può intossicare il cervello e i reni, ha un forte impatto anche sull’apparato cardiovascolare, causando la formazione di radicali liberi, infiammazione, coaguli e disfunzione delle pareti elastiche di vene ed arterie.

Colesterolo nel pesce

Oltre alla contaminazione chimica, il pesce, come tutte le altre animali, è ricco di proteine, grassi, colesterolo, metionina e acidi alimentari. Anche piccole quantità di olio di pesce possono elevare i livelli di LDL o “colesterolo cattivo.”

Vi ho parlato del pesce anche in questo video sul mio canale YouTube

I pesci d’allevamento

I pesci di allevamento non sono esclusi da queste dinamiche e non sono certo più sicuri o meno contaminati, al contrario. Questi pesci vengono allevati forzando i loro tempi di crescita con una dieta a base di olii e piccoli pesci tritati provenienti dai mari contaminati da mercurio ed altre tossine, in alternativa con prodotti di scarto dell’allevamento animale di terra.

Poiché far crescere questi pesci con “grassi buoni” risulta troppo costoso, spesso nel mangime a base di pesce triturato viene aggiunto olio di canola o di palma.

Ancora una volta siamo di fronte al paradosso dell’industria moderna: credi che mangiare pesce faccia bene al cuore e alle arterie, in realtà consumandolo non fai che incrementare le probabilità di un infarto o di un ictus.

I pesci d allevamento

Come integrare gli omega 3?

L’integrazione di omega-3 ottenuto dall’olio di pesce non è più considerata salutare per gli alti contenuti di diossine, policlorobifenili (PCB), mercurio ed altre sostanze tossiche. Un’ottima fonte bio-equivalente vegetale di DHA e EPA priva di tossine è quella estratta dalle alghe o da alcuni lieviti.

Dose consigliata: 300mg di omega-3 vegetali al giorno.

Come integrare gli omega 3

Messaggio ecologico

Forse non tutti sanno che la pesca è l’attività più responsabile per le enormi masse di plastica disperse nei nostri mari ed oceani. La Great Pacific Garbage Patch, quella distesa di plastica che si estende fra le Hawaii e la California ed è ha una superficie superiore a quella del Texas è costituita per esempio dal 46% solo dalle reti da pesca ed il rimanente da altri materiali utilizzati nella pesca.

Messaggio ecologico per salvare il pianeta

Se vogliamo salvare il pianeta ed evitare le previsioni allarmanti che dicono che nel 2050 ci sarà più plastica che pesci nei nostri oceani, forse dovremmo cominciare dal non consumare più pesce piuttosto che concentrarci su cose che hanno un impatto insignificante.