Workout motivation: trovare la motivazione e gestirla

nel campo del fitness e non solo

Dove nasce la motivazione

A livello anatomico il sistema limbico, in modo particolare l’amigdala, è implicato, assieme all’ipotalamo, nella regolazione del comportamento alimentare, sessuale, nell’espressione delle emozioni di rabbia e paura e, soprattutto, nel controllo della motivazione.

Qual è, dunque, l’elemento cardine che porta le persone a migliorarsi, o meglio, desiderare fortemente di migliorare? Le ragioni, ovviamente, possono essere svariate ma alla base vi è una forza invisibile e prepotente che è direttamente proporzionale alla potenza del nostro desiderio. La motivazione.

Abram Maslow, psicologo statunitense e uno dei massimi teorici della motivazione, studiò l’importanza e il ruolo che questa “forza invisibile” può avere nel comportamento umano. Secondo Maslow, la motivazione riveste un ruolo centrale nella vita dell’essere umano: è il motore delle azioni di un individuo, la molla che ne spiega le scelte, le aspirazioni e il grado di impegno nello svolgimento di un compito.

Dove nasce la motivazione

Come coltivare la motivazione

L’unica verità certa è questa: tanto più grande è la motivazione, tanto più soddisfacente sarà il risultato che ne deriva. La motivazione è un qualcosa che va scoperto e ricaricata giorno per giorno. È un qualcosa che necessita di estrema disciplina e costanza. Ci aiuta a riconoscere i propri limiti e a capire il rispetto verso se stessi.

La motivazione, soprattutto nel mondo del fitness, vuol dire essere educati alla persistenza, far lavorare corpo e mente simultaneamente al fine di perseguire uno stato di forma ottimale per entrambi, i cui effetti si riveleranno ben oltre le mura della palestra.

Fitness “terapeutico”

Il mondo si è, da sempre, diviso in due categorie completamente opposte: coloro che riducono il “fisico” a un qualcosa di puramente estetico e provvisorio e coloro che fanno del proprio fisico l’unica ragione di vita. Il fitness, può essere, ciò che può “salvare” le persone dalla loro sfiducia e riuscire a creare “persone nuove”.

Vi sono milioni di persone che si sentono demotivate, sconfitti in partenza e che non credono di avere abbastanza vitalità da investire per rimediare al loro stato d’insoddisfazione. Il mondo è pieno di persone frustrate che svolgono mansioni di ogni genere: dal lavoro d’azienda sino ad arrivare al mondo dello spettacolo. Il punto principale consiste nel riuscire sempre e comunque a trovare una motivazione in ciò che si fa. Ciò che conta, spesso, non è il risultato ma il mondo in cui lo si raggiunge.

Ho conosciuto persone, me in primis, che non avrebbero mai pensato che il mondo fitness e uno stile di vita sano ed equilibrato potessero sconvolgere la propria vita in modo così radicale da poter riuscire a tirar fuori quella carica e quella motivazione che pensavano di non possedere. Il fitness può aiutare le persone ad acquisire una maggiore consapevolezza di sé, ad incontrare persone con storie simili alle proprie e a ricavare, da una semplice chiacchierata in palestra, una motivazione tale da non sentirsi più così soli e sconfitti.

E allora si deve ricominciare. Alla base ci dev’essere un’idea, un progetto, una nuova concezione di se stessi. Non ci si allena solo coi muscoli ma anche (e soprattutto) con la mente. Iniziare ad allenarsi senza individuare il vero obiettivo del perché lo si faccia si rivelerà solo un fallimento, una perdita di tempo.

Fitness terapeutico

Come massimizzare il nostro impegno

Un percorso, per poter iniziare al meglio, e per far si che si verifichi duraturo nel tempo, ha bisogno di trovare motivazioni adeguate che ci indichino accuratamente l’obiettivo da perseguire:

  • Individuare la motivazione intrinseca: riuscire a svolgere una determinata attività per il solo piacere di farlo e non perché ci sono state promesse delle ricompense. Capire che è giusto alimentarsi in modo sano ed equilibrato e che bisogna dimezzare, man mano, il consumo eccessivo di cibi grassi e pericolosi per il nostro organismo. Nessuno ci pagherà per farlo. Al massimo sarà il contrario.
  • Determinare la motivazione positiva: molte volte si inizia a fare un qualcosa solo per la paura di poter subire, col tempo, delle conseguenze sul proprio corpo. “Inizierò a fare sport perché ho paura di non essere accettata dalla società”, “Devo riuscire a bere minimo due litri di acqua al giorno perché ho paura che possa spuntarmi la cellulite”. No, non funziona così. La paura può essere sicuramente un fattore motivante ma non a lungo termine. È fondamentale capire che solo uno scopo positivo garantirà il successo. Dobbiamo voler dimagrire non per la paura di avere un giorno problemi di salute, ma perché vogliamo fortemente vivere al meglio con noi stessi.
  • Puntare all’obiettivo: dobbiamo essere consapevoli dell’obiettivo che ci siamo prefissati e percepire la distanza da colmare coi relativi ostacoli. È cosa giusta porsi obiettivi graduali e considerati dalla mente come concretamente raggiungibili. Questo per non cadere nell’illusione o ricadere nella demotivazione.
  • Trovare “la molla”: se vogliamo rispettare la tabella degli allenamenti uno dei tanti metodi può essere quello di collegarla ad un evento quotidiano abitudinario che non saltiamo mai, questo perché il cervello funziona tramite associazione e si andrà a creare, giorno per giorno, una routine quotidiana positiva e duratura nel tempo.
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