scopriamo se veramente previene gli infortuni ed allunga i muscoli
Lo stretching riduce il rischio infortuni
L’idea che lo stretching possa prevenire gli infortuni e magicamente allungare i nostri muscoli è assai comune. Nel 2005, il Clinical Journal of Sport Medicine ha pubblicato una review delle prove scientifiche pubblicate dal 1996 al 2002 riguardo la relazione stretching/infortuni. Le conclusioni sono che lo stretching non riduce il rischio di infortunio (Hart L. Effect of stretching on sport injury risk: a review. Clin J Sport Med. 2005 Mar;15(2):113–113.).
Una importante meta-analisi (26610 soggetti) pubblicata sul British Journal of Sports Medicine nel 2014 arriva alla conclusione che lo stretching non riduce il rischio di infortuni mentre gli allenamenti di forza avrebbero un ruolo fondamentale (The effectiveness of exercise interventions to prevent sport injuries, Laursen et al.).

Lo stretching allunga i muscoli
Ad oggi non esistono spiegazioni ragionevoli su come lo stretching possa prevenire gli infortuni. Il pensiero maggiormente diffuso è che un muscolo “più lungo” possa in qualche modo ridurne il rischio. Questo pensiero presuppone il fatto che un muscolo possa modificare la sua lunghezza attraverso lo stretching.
Purtroppo facendo stretching non diventeremo mai come il famoso personaggio degli Impossibili Coil Man, ma aumenteremo soltanto la tolleranza all’allungamento (Increasing muscle extensibility: a matter of increasing length or modifying sensation?Weppler et al.).
La lunghezza di un muscolo non è modificabile ma possiamo ottenere sicuramente degli effetti positivi sulla flessibilità (A randomized controlled trial for the effect of passive stretching on measures of hamstring extensibility, passive stiffness, strength, and stretch tolerance Marshall et al).
Tuttavia è importante puntualizzare che esistono dei muscoli come il quadricipite che in realtà non riusciremo mai ad allungare completamente poiché i vasti sono allungati dalla flessione del ginocchio che è limitata a 120° dal contatto dei muscoli posteriori della coscia con il polpaccio. L’unico ad essere allungato è il retto femorale che rappresenta solo il 15% del quadricipite.

Stretching e flessibilità
La flessibilità può sicuramente portare vantaggi sul ROM e permetterci di scendere meglio in uno squat oppure lavorare meglio in overhead position, ma questo significa che ridurremmo il nostro rischio di infortunio?
Quali tipi di infortunio? Procediamo per esclusione: distorsioni, fratture da stress, lesioni meniscali, lussazioni, ecc., sono traumatiche, cosa rimane? Lesioni muscolari e tendiniti.
Seguendo questo ragionamento, ballerini, atleti di arti marziali e ginnasti, non dovrebbero subire questa tipologia di infortuni perchè sono molto flessibili, eppure subiscono anch’essi infortuni muscolari. Quindi la flessibilità non ci mette al riparo dalla possibilità di infortunarsi.

Perché fare stretching
Vi chiederete, dunque, se faccio stretching. La risposta è si! Lo faccio con la consapevolezza che non diventerò CoilMan e non ridurrò il rischio di infortunarmi,
lo faccio perché mi aiuta nel pre-workout a concentrarmi e a lavorare meglio ad esempio nello squat soprattutto se associato a esercizi di mobilità articolare di caviglia e anca, lo faccio nel post-workout perché mi aiuta a rilassarmi e a recuperare le energie.
Lo faccio semplicemente perché mi fa stare bene e mi piace e questo è il motivo per cui lo suggerisco anche ai miei pazienti.

