Binge eating disorder o disturbo da alimentazione incontrollata

una testimonianza diretta

Binge eating disorder

Il Binge Eating Disorder (BED) o disturbo da alimentazione incontrollata è uno dei disturbi alimentari più diffuso negli ultimi anni.

Io stessa ne ho sofferto, dopo un periodo di anoressia, ho iniziato a vivere episodi di abbuffate incontrollate, ovvero il binge eating disorder.

Dopo una grande abbuffata, mi nascondevo, perché provavo un forte senso di vergogna, mangiavo per ore fino allo sfinimento senza avere alcuna lucidità mentale. Nel momento in cui sentivo questo irrefrenabile desiderio di abbuffarmi, perdevo totalmente il controllo. Il mio corpo si staccava dal cervello, e non ragionavo più. Purtroppo non mi sentivo mai abbastanza forte e la mia volontà non bastava a gestire questi momenti malsani. Mi abbandonavo totalmente a queste abbuffate incontrollate, che avevano prodotto un ulteriore peggioramento della mia salute sia fisica e mentale.

Mi isolavo ogni girono di più in me stessa e i pensieri negativi erano sempre più frequenti.

Binge eating disorder

Un meccanismo malato

Il problema del fallimento nella perdita di controllo fa scattare nella mente le parole “tanto ormai hai già mangiato così tanto“. Questo meccanismo apre la porta a mangiare in modo irrazionale ed alla perdita di ogni briciola di controllo sulla propria mente.

Un vero e proprio circolo vizioso che mi faceva ingurgitare sempre più cibo, sino allo sfinimento.

Purtroppo sono arrivata a mettere in atto meccanismi compensativi come l’abuso di lassativi o folli sessioni in palestra, nella speranza di placare il senso di colpa. La sensazione di sollievo era solo momentanea, e ben presto le abbuffate si ripresentavano e con esse il mio senso di inadeguatezza.

Un meccanismo malato

Come uscire dal binge eating

La verità però è che da questo circolo vizioso e malato è possibile uscirne e imparare a controllare le abbuffate, ma non è facile. Non esiste la bacchetta magica che ci fa guarire, ma bisogna indagare e capire dentro di noi quali sono le principali cause che ci fanno scaturire questo comportamento incontrollato e autodistruttivo. 

Per me alcune delle principali motivazioni sono state: anni di privazione e restrizione alimentare soprattutto dei cibi che maggiormente mi piacevano, rigidi schemi mentali sul cibo non sostenibili nel lungo periodo, l’assenza di autostima in me stessa, un mio problema nel riconoscere e gestire le emozioni (sia brutte che belle), la lotta con il mio fisico e l’immagine riflessa nello specchio, e la ricerca di una perfezione estetica irreale.

Tutti questi fattori mi hanno portato negli ultimi anni a sfogarmi sul cibo, senza riconoscere davvero i miei bisogni, il mio corpo e la mia mente.

Successivamente solo grazie ad un percorso con una psicologa specializzata nella terapia cognitivo comportamentale abbiamo indagato i motivi scatenanti e ho iniziato ad ascoltare me stessa. Ho preso coscienza dei miei sentimenti, maggiore consapevolezza del mio corpo. Con il tempo mi sono riavvicinata agli alimenti di cui mi sono privata per anni.

Inoltre grazie anche a un nutrizionista ho cominciato a seguire una sana e corretta alimentazione. Ho imparato ad evitare le restrizioni alimentari, ad inserire tutte le tipologie di cibi nei miei pasti, in modo controllato e graduale. Ho riscoperto cosa vuol dire ad assaporare i cibi e sperimentare nuove ricette.

Grazie anche alla mia passione per l’allenamento sto imparando a conoscere me stessa e il mio corpo e ogni settimana mi sento sempre un po’ più forte di prima, sia fisicamente ma soprattutto mentalmente.

Come uscire dal binge eating

Conclusioni

Da questo disturbo è possibile uscirne a piccoli passi, giorno dopo giorno, imparando a essere fieri dei propri miglioramenti quotidiani, seppur minimi, e sentendo dentro di sé la forza e l’autocontrollo crescere sempre più. Il segreto è riuscire a riconoscere, prevenire e controllare le abbuffate. Con il tempo cambierà completamente anche il modo di relazionarsi al cibo e ai noi stessi.

Ora dopo un lungo percorso di diversi anni, posso dire di aver sviluppato una maturità interiore che mi ha permesso di dire addio per sempre, a quelle pratiche malsane e malate. Finalmente capisco che solo grazie alla serenità, alla tranquillità interiore e uno stile di vita regolare, sano e sostenibile nel lungo periodo, è possibile raggiungere il benessere fisico, ma in particolare psichico.

Ho fatto veramente mio il concetto di ‘cultura fisica’, ovvero “il prendersi cura di se stessi” in ogni aspetto.

la cultura fisica va dall’allenamento all’alimentazione, dalla vita privata ai rapporti con le persone a noi più care. Tutto il resto viene di conseguenza del raggiungimento di un equilibrio psico-fisico ed amor proprio.

Conclusioni sul binge eating