Adattamenti fisiologici all’esercizio fisico: lo sport ti trasforma… sì, ma come?

tutti i cambiamenti che avvengono nel nostro corpo quando pratichiamo attività sportiva

Corpo e sport

Lo sport altro non è che l’espressione più alta della bellezza del corpo umano, avendo la capacità di plasmarlo e di renderlo più efficiente di quanto già non sia.
Se siete finiti su questa pagina, in un modo o nell’altro, siete amanti dell’attività fisica e non importa da quanto tempo abbiate iniziato a muovervi, i cambiamenti sostanziali li avrete notati di certo.

Se il cambiamento esterno è così evidente, impensabile sarà sicuramente quello interno: come mutano le cellule, i processi metabolici, la struttura organica, il complicato intreccio di fibre muscolari.

Ovviamente perché il corpo muti è indispensabile un’attività fisica assidua e costante. Le modificazioni fisiologiche riguardano tutto l’organismo ma sono particolarmente evidenti a livello del tessuto muscolare scheletrico e dell’apparato cardiovascolare, e sono proporzionali a durata, intensità e frequenza dell’allenamento stesso.

Ci si può drogare di cose buone… E una di queste è certamente lo sport.

Come lo sport cambia il corpo

L’attività fisica viene percepita dal nostro organismo come uno stress a tutti gli effetti, per cui vengono messi in moto tutta una serie di meccanismi compensatori atti a superare l’evento stressante, a rispondere alla maggior richiesta energetica momentanea e a preparare il corpo, affinché possa reagire in modo più efficiente a sforzi futuri.
Chiunque abbia mai praticato sport avrà notato, con il passare del tempo, un allungamento della propria capacità di sofferenza, ovvero del tempo che riusciamo a reggere alla fatica massima.

Esistono due tipi di cambiamenti, conseguenti all’attività sportiva: momentanei, che regrediscono in poche ore, e duraturi, che si traducono in un guadagno in termini di potenza, resistenza e, come detto sopra, efficienza.

Come lo sport cambia il corpo

Adattamenti momentanei

Ci sono degli adattamenti all’attività sportiva che possiamo definire acuti, e sono:

  • l’aumento della frequenza cardiaca
  • l’aumento della frequenza respiratoria
  • l’aumento della temperatura corporea interna ed esterna
  • l’aumento della ventilazione e del consumo di ossigeno.

Adattamenti duraturi

Questo secondo gruppo, si riferisce agli adattamenti cronici che coinvolgono cioè tutti gli apparati in modo duraturo e persistente.

In questo caso diviene d’obbligo distinguere tra allenamento aerobico e allenamento con sovraccarichi.

Adattamenti duraturi nell’allenamento aerobico

Adattamenti duraturi nell allenamento aerobico

Quando il nostro corpo è sottoposto ad allenamento aerobico potremmo notare :

  • a livello cardiaco un aumento delle dimensioni della cavità ventricolare sinistra, cui consegue un aumento della gittata, e di una riduzione della frequenza cardiaca, provocata da una iperattività vagale e da una minore attività del nodo seno-atriale, la struttura da cui origina spontaneamente l’impulso contrattile, per questo nota anche come “segnapassi cardiaco”. Negli atleti di resistenza si avrà anche un aumento dell’emoglobina totale e del volume ematico per far fronte alla maggior richiesta di ossigeno, nonchè  una riduzione della pressione arteriosa a riposo.
  • l’apparato respiratorio cresce in efficienza, incrementando i volumi polmonari e permettendo una maggior ventilazione con modesti aumenti di frequenza respiratoria, per cui anche lo sforzo percepito dall’atleta, in condizioni di attività fisica sostenuta, sarà minore.
  • si verificano anche adattamenti ormonali e metabolici responsabili di un innalzamento del metabolismo basale, della riduzione del colesterolo ematico e di una più efficiente acclimatazione al caldo. I principali ormoni coinvolti sono il testosterone, gli ormoni tiroidei ed il GH, che in concerto sostengono la sintesi proteica e le richieste metaboliche dell’organismo sottoposto a stress. A completare il tutto, un aumento della secrezione di cortisolo, soprattutto in seguito ad esercizio fisico protratto, che ha però un ruolo catabolico sul tessuto muscolare, per cui si consigliano allenamenti brevi ed intensi, capaci di stimolare adeguatamente l’organismo senza provocare un eccessivo innalzamento del suddetto ormone.
  • Per quanto riguarda l’apparato muscolo scheletrico, dobbiamo mettere innanzitutto in evidenza un aumento della capillarizzazione muscolare, che permette un più efficace approviggionamento di nutrienti,  vantaggio metabolico non indifferente rispetto ad un individuo sedentario. E’ possibile inoltre evidenziare un aumento del numero e del volume mitocondriale, della mioglobina, proteina capace di legare reversibilmente l’ossigeno e di veicolarlo agli enzimi della catena respiratoria mitocondriale, dei depositi di glicogeno e dell’attività degli enzimi del ciclo di krebs, un ciclo metabolico aerobico fondamentale che permette la produzione di energia, indispensabile per sostenere gli innumerevoli processi che hanno luogo nel nostro corpo.
  • Infine, bisogna ricordare che un allenamento prettamente aerobico provoca una riduzione del grasso corporeo che non viene bilanciata da un aumento del tessuto muscolare, per cui i soggetti dediti a questi sport tendono ad una riduzione del peso corporeo

Adattamenti duraturi nell’allenamento con sovraccarichi

Adattamenti duraturi nell allenamento con sovraccarichi

Nel caso in cui si effettui un allenamento di resistenza, allo scopo di incrementare la forza muscolare, gli adattamenti saranno completamente differenti:

  • La prima struttura a subire evidenti cambiamenti è il sarcoplasma, parte fondamentale del citoplasma della cellula muscolare, a causa di un aumento del diametro delle miofibrille,  formate dall’alternarsi delle proteine actina e miosina, e quindi delle fibre muscolari; contemporaneamente è possibile notare una riduzione del volume mitocondriale, mentre ATP (un composto ad alta energia richiesto per la maggior parte delle reazioni metaboliche endoergoniche), creatina fosfato (agisce anche questa come fonte di riserva energetica, potendo essere idrolizzata in creatina libera e ATP) e glicogeno aumentano, conferendo al muscolo maggior potenza; aumenta anche l’attività degli enzimi del sistema glicolitico e anaerobico alattacido, uno dei tre sistemi metabolici principali che il tessuto muscolare usa per produrre ATP, utilizzato per definizione in tutte quelle attività che richiedono potenza e velocità per un tempo molto breve (circa 6-8 sec) , per cui aumenta la produzione energetica e la tolleranza all’acido lattico.
  • a livello muscolo scheletrico, con questo tipo di allenamento si avrà anche un aumento del carico di rottura di ossa, tendini e legamenti, che in risposta al sovraccarico si ispessiscono e aumentano di resistenza.
  • I suddetti cambiamenti a carico del tessuto muscolare scheletrico avranno ripercussioni sull’intera composizione corporea, per cui ad un aumento del tessuto muscolare si accompagna una riduzione di quello adiposo: il peso totale del soggetto subisce quindi solo minime variazioni, a meno che non venga impostato un programma di allenamento e nutrizione che miri ad un guadagno in termini di massa corporea totale.

Ovviamente, tutti gli adattamenti discussi, a prescindere dal tipo di esercizio svolto, sono reversibili, in tempi più o meno brevi, al cessare dello stimolo allenante, per cui sarebbe consigliabile svolgere con regolarità e costanza una buona attività fisica per tutta la vita, ovviamente adeguata alle esigenze individuali. State certi che il vostro corpo ve ne sarà grato e che ne guadagnerete in termini di salute e qualità della vita.

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