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L’importanza dell’umiltà nel processo di miglioramento
analizziamo i fattori che possono aiutarci a migliorare

l’umiltà come fattore di cambiamento

L’umiltà è una di quelle parole che si trovano sulla bocca di tutti, ma che apparentemente nessuno conosce davvero. Porta invece con sè, un significato profondo e trasversale.

L’umiltà è ciò che ci ha permesso di trovare nuove teorie di allenamento, nuove tipologia di alimentazione, nuove formulazioni per gli integratori. Forse in questo momento state pensando, “ma l’umiltà che c’entra?”. Invece è alla base del processo di innovazione. Io creo qualcosa di nuovo quando penso che quello che ho fatto potrebbe essere migliorato. Creo qualcosa di nuovo quando penso che possa esistere un approccio diverso dal mio, che porterà risultati migliori dei miei.

la capacità di mettersi in discussione

Questa guida vuole essere un invito a mettersi in discussione. Non siate mai certi di niente. Imparare sempre, continuare ad approfondire i temi che ci stanno a cuore, mai e poi mai dare per scontato nulla.

Cercare sempre il “pelo nell’uovo”, essere critici con sè stessi, avere la consapevolezza che quello che conosciamo è solo una goccia nel mare. Questo ragionamento vale per tutti. Vale per il neofita che mette piede per la prima volta in palestra. Vale per il ragazzo che si allena da qualche anno. Vale per il PT alle prime armi. Ma vale ancor di più per le persone molto preparate, che sono nel mondo del fitness da anni.

essere aperti al cambiamento

Per farvi capire meglio, vi racconto la mia testimonianza diretta. Nei miei primi anni in palestra ero fissato con l’allenamento a cedimento in monofrequenza. Con i miei amici facevamo a gara a chi aveva più DOMS. A sentire i grossi della palestra era questo il modo giusto per crescere. Noi avevamo preso quelle indicazioni come verità assolute.

Poi iniziai a leggere della multifrequenza, dell’allenamento a buffer e di mille altre cose. Molti miei amici schifarono per partito preso questi protocolli perché diversi. Io gli diedi una possibilità. A posteriori è stata la scelta migliore che abbia mai fatto.

Le conoscenze che abbiamo e che ci hanno trasmesso, sono sicuramente un bagaglio importante. Tuttavia dobbiamo essere sempre recettivi verso le nuove teorie. Anche se completamente opposte al “nostro credo“, dobbiamo vagliarle ed analizzarle.

Badate bene, ciò non vuol dire credere a tutto. Bisogna essere in grado di mantenere una capacità critica, dare sempre una possibilità, lasciare una porta aperta. Mai partire dal presupposto che esistano verità assolute. Quando si affronta un approccio diverso dal nostro, è necessario capire se c’è qualcosa di buono, che ci può arricchire.

l’importanza del dubbio

Il dubbio è un concetto strettamente legato all’umiltà. Ogni volta che abbiamo una discussione con un’altra persona, in cui ci confrontiamo su un argomento riguardante il fitness o il bodybuilding, dovrà sorgere in noi il dubbio.

A prescindere da chi abbia “vinto” la discussione. Quando torniamo a casa e iniziamo a rimuginare sulla discussione il nostro primo pensiero dovrebbe essere: “e se avesse ragione?”.

Anche se quello che diceva sembrava assurdo, cerchiamo comunque di entrare nella sua ottica e capire cosa lo abbia portato a quel modo di pensare. Potrete scoprire cose molto interessanti iniziando a ragionare in questo modo.

con umiltà posso diventare grosso?

Mi sento di dire che l’umiltà può darvi un grandissimo aiuto nel migliorare la vostra composizione corporea e le vostre prestazioni. Vi consiglio dunque di iniziare aggiungendo alla fine di ogni vostro work-out un paio di serie a cedimento di “Forse quello che penso non è corretto” in superserie con “Magari esistono approcci ottimali ma opposti al mio”. Occhio al sovrallenamento da umiltà però!

Scherzi a parte, ovviamente non diventerete più grossi. Tuttavia potrete aumentare il vostro bagaglio culturale in modi che neanche potete immaginare e questo sì che può aiutarvi a diventare migliori fisicamente.

Magari il vostro protocollo d’allenamento ideale per questo particolare periodo temporale è proprio davanti a voi, ma voi lo ignorate perché mette in superserie panca piana e balzi pliometrici.

Aldo Anteini
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